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Una radice dolce: la liquirizia

liquirizia

La Glycyrrhiza glabra , comunemente detta liquirizia, deve il suo nome principalmente alla sua piacevolezza al gusto infatti la sua denominazione deriva dall’unione della parola greca glycos , cioè dolce con la parola, sempre greca,rhizos cioè radice indicando quindi una “radice dolce”. Già nota nell’antichità viene nominata anche da Teofrasto che la chiama radice di Siria od anche Scithica riferendosi all’ampio uso che di essa sembra facessero gli Sciiti.

E’ una pianta perenne suffruticosa i cui fusti sono eretti, cilindrici,glabri e solcati. Nel genere Glycyrrhiza si trovano numerose piante perenni , tra queste quella che viene considerata più importante perché valutata come più pregiata è la Glycyrrhiza glabra L. . La pianta appartiene alla ampia famiglia delle leguminose attualmente suddivisa in cesalpinacee , fabacee e mimosacee, in questa suddivisione la Glycyrrhiza è classificata tra le fabacee , famiglia alla quale appartengono anche piante come il fagiolo ed il pisello anche se la sistematica di questo gruppo rimane un po’ controversa. In Italia la pianta viene usualmente coltivata nelle regioni meridionali ed insulari, è diffusa sia in pianura che in collina variando in genere, come altitudine di coltivazione, da 0 a 100 m sul livello del mare, preferendo terreni argilloso - calcarei o siliceo - argillosi.

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Oligoelementi: i catalizzatori del corpo

oligoelementi

Il corpo umano contiene diversi minerali. Gli uni, come il Calcio, partecipano alla struttura stessa degli organi e dei tessuti, e per questo fatto, si trovano in quantità importanti nel nostro organismo. Gli altri, come il Manganese, il Rame, lo Zinco, etc., in quantità minime, quantità che sono state considerate, all'inizio, ne più ne meno, che delle impurità. Questa è la ragione per la quale questi minerali sono stati chiamati "oligoelementi" , la radice greca "oligos" significa "poco abbondante" . C'è voluto il genio di Gabriel Bertrand per conoscere il ruolo estremamente importante che giocano questi elementi, malgrado la loro esigua quantità, sia nei vegetali che negli esseri viventi. Un altro ricercatore Jacques Mènètrier, a cui va il merito di aver compreso che questi elementi, sommin istrati sotto una forma fisico-chimica adeguata, permettono, grazie ad un riequilibrio degli scambi, di migliorare il "funzionamento" del nostro organismo, sia sul piano fisico che psicologico. In questa ottica, le irregolarità degli scambi che noi dobbiamo riequilibrare, diventano le "malattie funzionali" e il modo di trattarle diventa la "medicina funzionale". Ed è per questo che si utilizzano, per ottenere questo riequilibrio, dei minerali che si trovano, eccetto rare eccezioni, allo stato normale nel nostro organismo, ed è per quest'ultima ragione che il trattamento con gli oligoelementi si può configurare tra le terapie "naturali".

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Facili rimedi per depurarsi

rimedi naturali
Per depurare l’organismo dagli eccessi alimentari la natura ci può aiutare con facili rimedi. Finito il periodo degli stravizi potete iniziare con una nuova colazione. E' molto importante, soprattutto nel cambio di stagione, depurare il nostro organismo. Il mio consiglio è quello di sostituire per una settimana la vostra classica colazione con la ricetta che segue. Avrete una ricca colazione con potere depurativo.

- Infuso di semi di finocchio e malva
Una delle sfere principali di azione del finocchio è l’apparato digerente, dove esercita una benefica azione riscaldante, antispasmodica, tonica, utile per il trattamento dei problemi digestivi e della mobilità intestinale. Ideale, quindi, in caso di gonfiore addominale, nausea e stitichezza. La malva ha proprietà antinfiammatorie, è usata come calmante della tosse e per tutti i casi d’infiammazione di stomaco, intestini e reni; ha proprietà espettoranti, leggermente lassative e riduce la pressione arteriosa. Ideale anche in caso di bruciore di stomaco.Lasciate in infusione un cucchiaio della miscela, per 10 minuti, in 250 ml d’acqua bollente, filtrate e bevete, addolcendo eventualmente con poco miele. 

- Mele cotte
Cuocete insieme due-tre mele renette, una scorza di limone non trattata, 1 pezzettino di stecca di cannella, 1 cucchiaio di kozu (farina di una radice depurativa reperibile in erboristeria) stemperato in un bicchiere d’acqua. Consumate il tutto caldo o tiepido, eventualmente frullato. Questo rimedio facilita il transito intestinale e l’eliminazione delle tossine.

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